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Costruire Ponti
Intervista di Gandha a Veeresh, agosto 2007
Cos’è la Terapia Humaniversity?
E’ il risultato di 67 anni di esperienze di vita.
La mia vita ha subito un grosso cambiamento dal momento in cui sono entrato nella comunità terapeutica a New York dove l’approccio fondamentale era l’Incontro. Detto semplicemente, l’Incontro usa le proiezioni per creare una chiara comunicazione con l’altro e, alla fine, una chiara comunicazione con sé stessi. E’ un duro confronto guardare a come ci comportiamo all’esterno, perché rappresenta chi siamo dentro di noi. Possiamo usare ogni situazione per chiederci “Chi sono io ora?”. Questo significa consapevolezza. L’interazione sociale è la base della Terapia Humaniversity e si basa sull’usare l’altra persona come specchio di sé. Se guardiamo alla AUM Meditation possiamo osservare come si tratti per tutto il tempo di una comunicazione interpersonale, dopo la quale posso dire: “Oh adesso capisco chi sono io dentro”. Una delle meraviglie della Terapia Humaniversity è che usiamo tutto ciò che funziona. Abbiamo una scuola di arti marziali dove impariamo tecniche di Hap Ki Do, Kung Fu e Ninja. Abbiamo Sciamanesimo e Aura Soma. Abbiamo persone che arrivano e fanno lavori energetici nella casa. Loro dicono: “Questa area dev’essere ripulita da energie negative”. Nella mia mente dico “Questo mi sembra alquanto ridicolo, ma perché no? Facciamo qualche rituale, buttiamo un po’ d’acqua e piantiamo cristalli nel terreno”. Se ciò può portare più consapevolezza di ciò che siamo, la userò. Sono sempre aperto. Noi non ci definiamo un unico approccio, noi siamo un multi-approccio. Ci basiamo sull’Incontro, usando l’altro per scoprire chi siamo e qualsiasi altra cosa che funzioni. Il lavoro sull’infanzia, sulla risata, arti marziali….Questo è quello che insegno ai miei terapisti.
Quali sono i requisiti di un Terapista Humaniversity?
Un terapista Humaniversity deve amare sé stesso e gli altri. Nel suo cuore vuole dare. Si prende cura così tanto che non rinuncia a nessuno. Ma ancor più importante lui è aperto ad essere amico. Sono stato in terapia per quattordici anni e mi sentivo come se fossi osservato al microscopio e i terapisti stavano cercando di trattarmi. Sentivo che in realtà loro non tenevano a me, ero semplicemente un caso come gli altri. Questo non è quello che voglio dai miei terapisti. I terapisti Humaniversity hanno i migliori amici nel mondo perché non si fermano solo al trattamento. Dopo il trattamento, i gruppi, il processo, loro sono aperti all’amicizia. Io non rinuncio alle persone. Mi arrabbio e mi sento frustrato ma provo con tutto ciò che so perché questo è quello che ho sempre voluto per me stesso. Mi sento frustrato perché vorrei raggiungere ognuno ma so che non è possibile. Qualche volta le persone non sono pronte e ci saranno altre occasioni… Se il terapista non apprezza la persona che sta attraversando il proprio processo, esco dai gangheri. Le persone arrivano e si mettono nelle nostre mani. Noi dobbiamo dar loro tutto. Se un terapista non lo fa mi arrabbio molto. Non importa se fanno un errore tecnico; ciò che importa è che nei loro cuori stanno osservando quelli con cui lavorano. Vogliamo essere sicuri che ogni persona ottenga il meglio di ciò che abbiamo. Se scopro che qualcuno ha lasciato un gruppo, mi arrabbio molto perché significa che da qualche parte abbiamo mancato. Non voglio che questo accada.
I terapisti Humaniversity devono guardare a sé stessi e dire: “Hey ci sono già passato, posso portarti fin dove sono arrivato io”. Così loro devono guardare a sé stessi continuamente. Voglio che lo staff sia aperto ad apprendere sempre di più e i terapisti ricettivi a scoprire nuove cose su sé stessi. Questo è importante per il loro sviluppo professionale. Devono continuare a guardare perché c’è ancora molto di più da imparare.
Quando Osho mi disse: “Voglio che tu formi i migliori terapisti al mondo” ero sconvolto. Ho detto: “Se è questo quello che vuoi, farò del mio meglio”. Così voglio che i miei terapisti siano i migliori- i migliori nel senso che guardano dentro sé stessi e realmente aiutano le altre persone.
Oggi capisco cosa intendeva Osho in un senso più vasto - perché non tutti saranno terapisti. Capisco che ciò significa tirar fuori il meglio in ciascuno, aiutare le persone a scoprire le proprie potenzialità, la loro grandiosità, la loro bellezza….è questione di chi siamo.
Il prossimo anno andrai a fare un lungo programma a Puna.
Quando Osho tornò in India dopo il suo tour mondiale chiese a me e a Humaniversity di affiliarci al Meditation Resort. Lui mi chiese di creare un ponte tra il nostro lavoro e l’Osho Multiversity a Puna. Ci ho pensato per anni. Perché lo voleva? Poi ho provato a guardarlo dal suo punto di vista e ho pensato “Se me lo ha chiesto, sapeva che l’avrei fatto”. Adesso lo sto facendo, ci sarà una connessione ben definita. Voglio che i miei terapisti arrivino a Puna e i terapisti di Puna a Humaniversity. Lui voleva questo ponte tra Est e Ovest. Il tempo è giusto. Ho chiesto se possiamo fare un programma Humaniversity nel Resort e sono eccitato perché la Multiversity ha risposto positivamente. Questa è la più bella notizia che posso riportare alla mia comunità in Olanda.
Il tuo lavoro è caratterizzato da processi di profondo rilascio delle emozioni, notti senza riposo, impredicibilità e un’intensa interazione sociale. Come questo può supportare le persone nella loro quotidianità?
Per molti anni, dopo i miei gruppi dicevo ai partecipanti: “Non prendete grosse decisioni sulla vostra vita adesso. Avete bisogno di tempo per integrare, per sedimentare prima di prendere decisioni importanti per voi.” Tutto è cambiato per me adesso. Le persone vengono a fare i gruppi e passano attraverso un profondo processo emozionale e io dico loro “Quando andate a casa, prendete le vostre decisioni subito! Se la vostra relazione non funziona e voi avete fatto tutto il possibile, cambiatela. Se non siete felici col vostro lavoro, trovatene un altro. Tutto ciò che non va bene nella vostra vita, non aspettate. Potreste morire domani. E’ meglio cambiarlo adesso!”
La loro vita si ribalta ma so che qualcosa di buono succederà. Prima cercavo di essere molto prudente. Adesso, all’inizio tutto appare caotico ma poi le persone mi dicono “Sono contento di essere cambiato. Sono contento di aver fatto ciò di cui avevo bisogno” Nel lungo periodo so che se fanno ciò che vogliono nella loro vita sono felici.
Non è abbastanza che le persone attraverso i gruppi dicano “Oh, capisco!”, devono applicarlo. Io insisto su questo. Se non è applicabile fuori, la terapia non funziona. Non voglio che le persone vadano a casa e rifacciano le stesse cose di prima. No! Voglio che loro prendano quello che hanno imparato e lo usino. Se no le persone continuano ad andare di gruppo in gruppo aspettando il big bang. Voglio che applichino ciò che apprendono qui a casa loro. E’ importante.
Tu sei un’artista e un disegnatore, sei un produttore di musica, un rapper, l’autore di nuovi processi terapeutici. Qual è il segreto della tua creatività?
Il segreto è che io sono innamorato di tutto ciò che trovo bello e cerco di riprodurlo nei miei dipinti e nella mia musica. Sono innamorato del mio essere bambino. Mi ricordo una volta quando ero molto piccolo, mio padre era in sala e io volevo attenzioni da lui. Ho disegnato quello che vedevo in un giornale e l’ho dipinto. Poi l’ho mostrato a lui e lui l’ha tenuto! Ero così orgoglioso che gli fosse piaciuto. Quella fu la prima volta che feci qualcosa di creativo. Lo feci per lui e lui se ne era contento.
Quando ero diciottenne fui accettato dall’Istituto d’Arte di Chicago. Ero così eccitato e mi ricordo che lo dissi a mia madre e lei mi disse: “Lo sai che non farai soldi dipingendo”. Così lasciai e adesso ho creato la Humaniversity per poter dipingere.
Non importa quale sia il mezzo. Mi piace progettare, che siano vestiti o un giardino o la sala da pranzo. Posso passare ore a dipingere e quando lo faccio mi perdo. Guardo al canovaccio bianco ed è una sfida proiettarvi sopra cosa sto provando. Provo molto piacere a dipingere, fare musica, designing, rendere Humaniversity bella. E’ cosi arricchente per me. Mi piacciono armonia e bellezza…che le cose siano bene ordinate. Qual è il segreto? E’ nel mio cuore. E’ sempre stato lì.
Potresti fare cose differenti. Cosa ti spinge a continuare a lavorare con emozioni forti?
Una delle mie citazioni preferite di Osho spiega il perché io svolga il mio lavoro in questo modo: “Senti più che pensare. Attraverso i tuoi sentimenti, la tua preghiera emergerà e attraverso i sentimenti tu ti dissolverai un giorno e quando tu sei dissolto, allora c’è Dio”. Questa è la base del perché io svolgo questo lavoro con i sentimenti. Se sento quello che faccio, allora le cose funzionano. Se penso troppo mi perdo.
So che la catarsi emotiva ti libera così che tu possa apprezzare l’essere consapevole di chi sei. Ho sempre lavorato in questo modo. Provo a fare seminari e finisco col vivere il seminario. Alcune persone vogliono solo prendere appunti sui miei metodi e le mie tecniche. Questo non sono io. Sono una persona che sente; so che quando le persone sentono, ciò li fa essere sé stessi.
Sono una persona di cuore e so che posso toccare le persone e riportarle al loro cuore. C’è così tanto per loro lì. Se guardi su internet puoi trovare informazioni senza fine ma insegnare alle persone ad essere piene di amore- questo per me significa diventare un essere umano. Questa è la ragione per cui ho sempre lavorato ad un livello emozionale. Poi cerco di integrare la mente, dopo che le persone scoprono chi sono nel loro corpo e nella loro mente.
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