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Natura e Silenzio L’equilibrio perfetto è accettare il rumore all’esterno e apprezzare il silenzio dentro di te.
Intervista di Chandrika e Geetee a Veeresh 27 Dicembre 2007
Geetee: Ciao Veeresh. Quando ti osservo, durante gli incontri dello staff, quando ci troviamo nello studio di registrazione a discutere delle nostra musica più recente o nell’ufficio delle pubbliche relazioni, quando progettiamo la nostra ultima brochure e in tutte le situazioni della tua vita, tu emani sempre un silenzio naturale, pace e armonia. Non è importante quanto intensa o difficoltosa appaia la situazione, tu mantieni sempre il centro. Quando sono con te tocco anche io questo spazio dentro di me e improvvisamente non ci sono più problemi. Tutto va bene com’è, ed è più facile permettere al mio cuore di amare. Cosa possiamo fare per rendere questo spazio una qualità delle nostre vite e del nostro vivere insieme nel nostro bel pianeta?
Veeresh: Sono profondamente toccato dalle tue parole sul mio stato di silenzio. E’ vero, mi piace stare nel centro del ciclone. Creo la mia vita in questo modo. La mia ultima novità è: “Buoni pensieri, buone parole e buone azioni!”. Essere nel tuo centro è un modo meraviglioso per vivere. E’ la posizione dell’illuminato, la posizione del master – e anche di un sano e felice essere umano. Quando promuovi bei pensieri, crei pensieri positivi e ciò ti permettere di rimanere consapevole di come ti rapporti agli altri. Le persone intorno a te imitano il tuo comportamento. Quando ti esprimi nel modo più bello anche l’altra persona ti risponde in modo positivo. E’ bello essere amichevoli, è un bel modo di essere in silenzio. Parti da te stesso, se pensi negativamente, cambialo. Se ti accorgi di sparar fuori dalla tua bocca parole negative, cambialo. Ogni volta che ci comportiamo brutalmente, risultiamo solamente imbarazzanti. Comportiamoci come Buddha!
Chandrika: Tu sei cresciuto a New York City che, nel 1950, contava una popolazione di circa 7,5 milioni di abitanti. Com’era la tua relazione con la natura allora?
Veeresh: La mia connessione con la natura era veramente minima. Sono cresciuto in un condominio contenente 21 famiglie. Quando guardavo fuori dalla finestra c’era un treno sopraelevato che passava avanti e indietro tutto il giorno. Il rumore rimbombava nello stabile e faceva scuotere continuamente la casa. Tra le tre e le cinque del mattino il treno si fermava. C’era questo grande silenzio nel vicinato e questo rendeva tutti agitati. Così quando il treno ripartiva potevo rilassarmi. Mi ricordo che andavo al parco ma non apprezzavo la natura, i fiori o le piante. Era solo un posto per giocare o usare droghe. Adesso è cambiato. Apprezzo molto essere in cima alle alpi svizzere e per alcuni momenti perdermi nella bellezza dei cucuzzoli innevati delle montagne che sembrano estendersi all’infinito. Sono solo consapevole della meraviglia della natura e della bellezza del mondo.
Chandrika: Humaniversity si trova a cinque minuti dal mare del Nord. Tu usi molte tecniche di espressione quando lavori con le persone. Che ruolo giocano natura e silenzio nel tuo lavoro?
Veeresh: Spesso è un’interferenza al processo. Parliamo di mandare il gruppo a fare una passeggiata sulla spiaggia, ma ci sono tante altre cose che vogliamo fare. Mi interessa di più che le persone guardino a ciò che sono, a chi sono e a dove stanno andando nella loro vita. So che loro possono apprezzare le cime delle compagne dopo aver terminato il gruppo!.
Chandrika: Ho avuto una bellissima esperienza della natura una mattina dopo aver passato la notte senza dormire. Il sole stava sorgendo e il cielo intero era violetto e pieno di luce, gli uccelli stavano cantando, era quasi psichedelico. Potevo apprezzarlo perché ero pronta interiormente a vedere la bellezza fuori.
Geetee: Si, noi prepariamo le persone perché possano apprezzare la natura nella sua pura bellezza. Come descriveresti la tua relazione con la terra oggi?
Veeresh: Sono più consapevole che mai del nostro pianeta terra. Crescendo non apprezzavo quanto fosse stupefacente; lo davo per scontato. Successivamente sono arrivato alla consapevolezza che la terra non dipende da noi, siamo noi a dipendere da lei e tutto ha trovato la giusta collocazione. La terra è qui da più di sei miliardi di anni e rimarrà anche dopo la nostra scomparsa, la conclusione per me è stata realizzare quanto piccolo sono in confronto alla terra. Mi arrabbio quando sento che gli orsi polari si stanno mangiando tra loro perché non c’è abbastanza cibo da quando i ghiacci si stanno sciogliendo. L’intero ciclo della biosfera è nel caos. Le future generazioni vedranno gli orsi polari solo nelle gabbie degli zoo. E’ un segno di dove può portarci la nostra avidità. Il riscaldamento globale è pura avidità, è il risultato del volere più denaro. Chiudo il rubinetto ogni volta che mi spazzolo i denti così da non sprecare acqua. Sento una grande responsabilità per le generazioni future perché questo è ciò che erediteranno nel futuro. Per noi la Osho Humaniversity è il simbolo della terra. Il modo in cui viviamo qui insieme è esattamente il modo in cui vorremmo tenere il pianeta, mantenendolo pulito, bello, armonioso, amabile e accogliente. Le persone dicono: “Wow! Che bel posto”. E’ il risultato di chi siamo e di come ci piace vivere. Noi diamo seguito alle nostre parole e la prova è il posto in cui viviamo.
Chandrika: Per esempio, con “house care”, un tempo programmato durante la giornata per lavorare e pulire, noi insegniamo alle persone a praticare la consapevolezza e ad abbellire l’ambiente circostante. Con buona speranza loro porteranno questa consapevolezza a casa propria. La prossima domanda: nella tradizione orientale le persone più anziane si ritirano nel silenzio della natura e si allontanano dalle faccende mondane. Questo sarebbe di qualche interesse per te?
Veeresh: Sarò sempre coinvolto nel mio mondo e in quello che faccio. Una volta mi chiesero se ero andato in pensione a seguito della mia età. Fui sorpreso! La parola pensione non figura nel mio vocabolario. E’ come rinunciare alla vita. Voglio continuare a condividere, espandere e dare tutto finché morirò. Amo essere coinvolto con le persone, creando, essendo stimolato e insegnando. Non distinguo l’amore dalla mia vita perché la mia vita è il mio lavoro. Da cosa devo ritirarmi?Dalla vita?
Geetee: Mi hai detto che non vuoi ospitare alcuna negatività dentro di te perché non è salutare. Cosa intendi con questa frase e cos’è importante per te?
Veeresh: Sono cresciuto con un patrigno alcolizzato che abusava di me e mia madre quando era ubriaco. Ho finito per odiarlo fino al punto da non voler avere niente a che fare con lui. E’ stata un’esperienza orribile nella mia vita. L’ho allontanato continuando a sentire tutta questa rabbia dentro di me. Quando ero nella Phoenix House, un centro di riabilitazione per tossicodipendenti dove ho smesso di usare droghe, ho fatto un’esperienza emotiva in cui ho sentito che volevo ucciderlo. Successivamente mia madre volle che andassi a fargli visita in ospedale. Lui aveva avuto un colpo apoplettico e stava morendo. Ero così arrabbiato con lui e sentivo di odialo e di non volerlo vedere mai più, ma mia madre disse: “Ti prego, fallo per me”. Ho visto che era importante per me, così sono andato. Quando l’ho visto ho realizzato che avevo portato così tanta sofferenza e dolore a causa di questo uomo. Mi sono semplicemente seduto accanto al suo letto e ho cominciato a piangere. Si era rinsecchito da quando l’avevo visto l’ultima volta; era un vecchio e patetico uomo, tutto pelle e ossa e semplicemente mi sciolsi, tutto il mio odio si sciolse. Mi ricordai i momenti divertenti passati con lui e condivisi con lui, solo questi. Lui piangeva. Non avevo mai voluto considerarlo prima, volevo solo escluderlo, lasciarlo fuori. Quando lasciai l’ospedale sentii come se un grosso macigno si fosse tolto dal mio cuore. Non era questione di perdonarlo, ma di accettare quello era stato e che ormai era finito. Quando tu trasporti negatività, questa si introduce nel tuo corpo, nella tua mente e nella tua anima e ti impedisce di funzionare totalmente. Tu non puoi trovare pace o silenzio con essa dentro di te, ti ingoierà. Il nostro lavoro è aiutare le persone a gettare fuori tutta la negatività che hanno dentro, così che possano trovare il silenzio dentro di loro. Sono curioso di sapere, quando sperimenti il silenzio alla Osho Humaniversity?
Geetee: Sperimento il silenzio quando sono con te nello staff del WOW: sono totalmente coinvolto e tengo il mio cuore aperto e sono consapevole e presente con i partecipanti e tutto ciò che sta accadendo intorno. Posso essere attivo all’esterno in situazioni stressanti ma quando sono consapevole e presente, sono nel mio silenzio interiore.
Veeresh: Per me non definisco il silenzio dalla lunghezza del tempo, il silenzio è nel momento.
Geetee (ridendo): Ho già detto all’inizio che ogni qualvolta sono con te, sono in questo spazio di silenzio.
Veeresh: L’equilibrio perfetto è accettare il rumore all’esterno e apprezzare il silenzio dentro di te
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